Ai Ricercatori Naturalisti che collaborano
con L’Osservatorio Florofaunistico Venetorientale
Oggetto: modifica del metodo di rilevamento e di documentazione della Biodiversità nel territorio oggetto di studio
Cari Amiche e Amici Naturalisti,
a undici anni dall’inizio dell’esperienza relativa al monitoraggio della Biodiversità significativa nell’area denominata Pianura Veneta Orientale, si ritiene maturo un mutamento del metodo e dei criteri di rilievo della stessa biodiversità.
La segnalazione puntuale di presenza delle specie floristiche e faunistiche ritenute più significative è approdata infatti a traguardi più che soddisfacenti, anche se non esaustivi.
Il limite costituito da tale metodo, peraltro, è costituito dalla mancata percezione del contesto d’ambiente e dell’insieme biotico in cui ciascuna segnalazione viene a collocarsi.
Per questa ragione, pur senza rinunciare alle segnalazioni puntuali, si è ritenuto appunto di introdurre il criterio di rilievo della biodiversità dei singoli insiemi, ovvero dei biotopi.
Questi stessi possono essere costituito da situazioni infinitesimali (un boschetto, una siepe-alberata ben caratterizzata, una prateria falciabile, ecc.) o da situazioni complesse e di maggiore superficie (una valle da pesca, un complesso ambientale di tipo fluvio-forestale, ecc.) purché caratterizzati da margini topografici chiaramente e cartograficamente identificabili.
Nel seguito del documento sono indicati i criteri e il metodo di segnalazione delle specie presenti, anche con un esempio allegato.
Il nuovo metodo di rilevamento, che consentirà a più naturalisti di associarsi nei rilievi, verrà adottato a partire dall’anno di ricerca 2010.
I rilievi del 2009 verranno pubblicati con il metodo adottato fino ad ora, che comunque non verrà abbandonato ma affiancato a quello nuovo, risultando semplicemente più selettivo per i dati pubblicati.
Si ringraziano pertanto tutti i collaboratori dell’OFV che riterranno di dare il proprio contributo e si rimane a disposizione per qualsiasi chiarimento.
Cordiali saluti
Michele Zanetti
- I rilievi dovranno essere eseguiti in riferimento a BIOTOPI, ovvero a situazioni d’ambiente di natura semplice (es.: siepe-alberata) o composita (es.: siepe-alberata con corso d’acqua), ma definite in termini topografici e ben caratterizzate in termini bio-ecologici
- Ciascun biotopo dovrà essere individuato con il proprio toponimo (es.: Laghetto di S. Anastasio) o con quello della località in cui si trova (es.: Siepe-alberata di Loncon)
- Dovranno essere chiaramente individuati e descritti i limiti topografici del biotopo oggetto d’indagine e dovrà essere prodotto un file con indicazione della collocazione a scala 1:5000
- Il rilievo potrà riguardare una sola (es.: flora) o molteplici (es.: flora, molluschi, insetti, uccelli, ecc.) delle componenti biotiche presenti
- Il metodo di rilievo potrà avvenire mediante metodi diversi, come:
- Rilievo delle specie a vista su percorso lineare
- Rilievo floristico (Braun-Blanquet) su area standard di 100 mq
- Segnalazione specifica puntuale
- Raccolta di reperti naturalistici e successiva determinazione
- Raccolta documenti fotografici
- Dato di bibliografia (a integrazione eventuale)
- L’indicazione di presenza dovrà riguardare le specie certe; per le specie di difficile determinazione si consiglia la raccolta di reperti o di documenti fotografici e il rinvio a successivi contributi
- Lo schema di presentazione del contributo dovrà essere come l’esempio allegato, titolato: PRIMO CONTRIBUTO AL RILIEVO DELLA BIODIVERITA’ DEL …, o secondo, terzo, quarto contributo. Ciascun contributo potrà essere accompagnato da documenti fotografici o cartografici in files
- Ciascuno dei contributi potrà essere curato da uno solo o da più rilevatori associati
- A discrezione del comitato scientifico e della direzione dell’OFV i contributi riguardanti un determinato biotopo potranno essere raccolti e sintetizzati in quaderni monografici di periodica pubblicazione, il cui schema tecnico verrà definito successivamente
- Ciascun autore dovrà individuare e comunicare all’Osservatorio, il biotopo o i biotopi in cui intende effettuare rilievi all’inizio dell’anno di ricerca, fissato per (entro) il 31 gennaio.
- I nuovi criteri di rilievo e di pubblicazione dei dati non escludono le modalità di rilievo e di segnalazione in precedenza adottate
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Primo contributo alla conoscenza della Biodiversità del CANALE LANZONI-CANELLARA (Musile di Piave, VE)
Modalità di rilievo
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Rilievo delle specie a vista su percorso lineare
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Rilievo floristico (Braun-Blanquet) su area standard di 100 mq
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Segnalazione specifica puntuale
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Raccolta di reperti naturalistici e successiva determinazione
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Raccolta di documenti fotografici
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Dato di bibliografia
Il biotopo
Località |
Millepertiche |
Comune |
Musile di Piave, VE; Quarto d’Altino, VE |
Descrizione |
Ambiente costituito da un grande alveo di bonifica, di origine naturale. Il corso d’acqua presenta sponde sub-verticali, con il piano campagna che si colloca a circa 100-120 cm sopra il livello medio delle acque. Le acque sono generalmente torbide e lentamente fluenti verso il bacino di raccolta dell’Idrovora Lanzoni, collocata presso l’argine sinistro del Taglio del Sile. L’andamento dell’alveo è moderatamente sinuoso, con grandi anse. L’acqua vi sgronda dalla campagna circostante ma deriva anche dallo scolo Canellara, che proviene dalla campagna di Meolo. La profondità massima presunta è pari a m 2-3. La larghezza dell’alveo oscilla tra i 5-8 m del tratto a monte e i 12 m del tratto a valle. |
Habitat presenti |
1. Acque lentiche; 2. Fascia palustre di sponda |
Limiti geografici e topografici |
Il biotopo si colloca nella campagna di bonifica di Millepertiche, al margine della laguna nord di Venezia. Il tratto alveale considerato presenta lunghezza pari a km 2 e comprende il tratto inferiore del canale Lanzoni fino alla confluenza con il canale Canellara e il tratto inferiore di quest’ultimo fino al confine con la tenuta ex Stocchino. |
Codice cartografico
CTR 1:5000 |
128021; 128022; 128033 |
Rilevatore/i |
Michele Zanetti |
Stato di conservazione |
Il biotopo si presenta in condizioni complessivamente discrete, anche se l’apporto di nutrienti dagli scoli agrari risulta evidente nel livello di torbidità permanente e di eutrofizzazione delle acque. La diffusione di Nymphaea alba riguarda soltanto il tratto inferiore del canale Canellara, alimentato da acque del fiume Vallio. Nell’alveo del canale Lanzoni la specie viene sostituita da Nuphar luteum. |
Interventi di conservazione e di gestione |
Per la conservazione della qualità delle acque su livelli tali da garantire la conservazione della biodiversità sarebbe necessario la realizzazione di bacini di fitobiodepurazione in corrispondenza delle scoline che vi si immettono dalla campagna circostante. Le sponde andrebbero sistemate in modo tale da presentare un profilo a gradinata e da favorire lo sviluppo di di fragmiteto in fasce discontinue. |
Ricognizioni |
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20.06.2009
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08.07.2009
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