Archivio Comunicati 2013

Sei qui: Home » Comunicati stampa ANS » Archivio Comunicati 2013
Archivio Comunicati stampa ANS 2013
L’attività condotta dall’Associazione Naturalistica Sandonatese sul territorio è visibile anche nei comunicati stampa ANS, novità, lettere e petizioni di seguito riportate.
  • INFORMAZIONI SUI MESSAGGI DA LEGGERE:
  • Per una lettura più semplice, veloce e gradevole dei messaggi, sono stati inseriti in un menù a scomparsa e distinti con delle icone dedicate:

    icona commento

    Commento
    Pensieri, riflessioni e osservazioni su notizie quotidiane dalla natura.

    icona commento

    Comunicato
    Corsi Formativi, eventi naturali, comunicati importanti.

    icona comunicato stampa

    Comunicato Stampa
    Conferenze, pubblicazioni, annunci culturali.

    icona commento

    Lettera
    Interventi, petizioni, convocazione assemblea.

    Novità!

    Novità
    Eventi importanti che vengono messi in particolare evidenza.

  • ▲ chiudi
  • icona comunicato 07 novembre 2013 – APPUNTAMENTI E DATE – Michele Zanetti
  • APPUNTAMENTI E DATE

    Gentili Soci,
    con la presente ricordiamo l’appuntamento di domani sera per la conferenza di Mirco Rossi, presso il Centro Culturale di San Donà di Piave e informiamo che l’escursione in collina, annullata per maltempo, viene riproposta per domenica 17 novembre. Quella a Camazzole verrà invece riproposta in data da destinarsi.
    Un caro saluto.

    Michele Zanetti

  • ▲ chiudi
  • icona comunicato 08 novembre 2013 – LA PARABOLA DEL CONSUMISMO – Presentazione del volume Novità!
  • Città di San Donà di Piave, Assessorato alla CulturaCONFERENZE AUTUNNO-INVERNO 2013VENERDI’ 08 NOVEMBRE ore 20:45
    Centro Culturale “L. Da Vinci”, Piazza Indipendenza, San Donà di Piave
    Ingresso libero

    LA PARABOLA DEL CONSUMISMO
    MEMORIE DI UN RAGAZZO AL TEMPO DELLA CRISI

    Presentazione del volume:

    MIRCO ROSSI, Autore del volume

    Quello di Mirco Rossi, tecnico esperto in problemi energetici e ambientali, non è soltanto un libro autobiografico, poiché la narrazione del passato rimanda sempre, esplicitamente o meno, alla realtà attuale. Come scrive nella prefazione Claudia Bettiol, docente di Geopolitica delle energie rinnovabili all’Università di Tor Vergata, questo libro porta «ad avere due sensazioni e stati d’animo opposti. Non sapevo se fosse un racconto nostalgico sul passato o una profezia sul futuro. Se pensiamo che questi racconti delle piccole comunità di campagna, e dell’arte del sapersi arrangiare vivendo in armonia con la natura senza tentare di forzare e manipolare i cicli biologici, appartengano oramai al nostro passato, allora non stiamo capendo la portata del cambiamento in corso». Questo, infatti, non è un libro nostalgico. L’Autore è convinto che, nonostante la discutibile eredità lasciata loro dalla generazione precedente, i giovani − che egli conosce per lunga e assidua frequentazione − «possiedono le potenzialità di leggere i fatti anche da punti di vista in disuso, diversi da quelli soliti orientati in direzione della crescita, gli unici o loro noti. E di reagire con nuova abilità, capacità e immaginazione». Hanno livelli elevati d’istruzione, entusiasmo, intelligenza, coraggio. «Basterà indirizzare tali potenzialità nelle direzioni opportune». Potrà paradossalmente aiutare, in questo processo di cambiamento radicale e necessario, «il senso di disagio profondo» iniettato in tutti dall’inganno del consumismo.

    Mirco Rossi, 2013, La parabola del consumismo, emi Editore, € 14.00

  • ▲ chiudi
  • icona comunicato 24 ottobre 2013 – ITALIA DESNUDA – IL DECLINO CULTURALE E PAESAGGISTICO – Presentazione del volume Novità!
  • Città di San Donà di Piave, Assessorato alla CulturaCONFERENZE PRIMAVERA-ESTATE 2013GIOVEDI’ 24 OTTOBRE, ore 20:45
    Centro Culturale “L. Da Vinci”, Piazza Indipendenza, San Donà di Piave
    Ingresso libero

    ITALIA DESNUDA
    IL DECLINO CULTURALE E PAESAGGISTICO

    Presentazione del volume:

    FRANCESCA COIN, Sociologa (Cà Foscari)
    FRANCESCO VALLERANI Autore del volume (Cà Foscari)

    Riflettere sui problemi è importante, ma è importante soprattutto conoscerli, analizzarne le cause e confrontarsi sulle soluzioni possibili. Quella affrontata da Francesco Vallerani, docente di Geografia a Cà Foscari e uomo sensibile e impegnato nella tutela e nella valorizzazione del bene comune rappresentato dalla Bellezza, è appunto una analisi, dettagliata e talvolta dura, dei mali che affliggono le più importanti risorse d’Italia: il paesaggio e, appunto, la Bellezza. Una Bellezza intesa come armoniosa convivenza della comunità nazionale con la propria storia e con l’ambiente da essa stessa plasmato e addomesticato, espressa nella vivibilità del grande contenitore chiamato paesaggio. Elemento, quest’ultimo, che è insieme specchio di cultura e di civiltà. Il sottotitolo del volume “Percorsi di resistenza nel paese del cemento” offre la chiara e immediata percezione dell’approccio dell’Autore al dissesto paesaggistico italiano. Un dissesto che è anche deriva culturale, declino morale, economico e politico e che sembra trovare il solo ostacolo, la sola ferma e convinta opposizione nei comitati, nelle associazioni ambientaliste e nelle organizzazioni culturali. Un quadro sconfortante che è doveroso mutare per continuare a credere in un futuro possibile.
    Per questo il confronto con l’autore e con la Sociologa Francesca Coin, sarà di grande importanza: per capire, per ragionare, per scegliere da che parte stare e soprattutto per non rinunciare, nonostante tutto, alla speranza che l’Italia torni ad essere “Il Bel Paese d’Europa”.

    Francesco Vallerani, 2013, Italia desnuda, Edizioni UNICOPLI, € 16.00

  • ▲ chiudi
  • icona comunicato 11 ottobre 2013 – LA NATURA DIMENTICATA – Presentazione del volume Novità!
  • Città di San Donà di Piave, Assessorato alla CulturaCONFERENZE PRIMAVERA-ESTATE 2013VENERDI’ 11 OTTOBRE, ore 20:45
    Centro Culturale “L. Da Vinci”, Piazza Indipendenza, San Donà di Piave
    Ingresso libero

    LA NATURA
    DIMENTICATA

    Contributi d’autore
    Presentazione del volume

    Relatore: Vittorino Mason

    Vittorino Mason, ideatore e curatore del volume, non è un uomo qualsiasi. Nel senso che non è un cittadino “normale”, di quelli che trascorrono l’esistenza fra bar, televisione, ufficio e ferie al mare. Vittorino è un alpinista, un poeta e uno scrittore, non solo, ma è anche un animatore culturale, un divulgatore e un uomo impegnato nella tutela dell’ambiente. In altre parole egli ha tutte le qualità che consentono, oggi, di emergere dal profilo piatto e grigio della nostra società di uomini “normali”.
    Quando Vittorino ebbe l’idea di raccogliere in una sorta di piccola antologia i contributi dei maggiori nomi della cultura ambientale e naturalistica veneta e non solo, neppure gli stessi autori, da lui interpellati, cedettero che egli fosse capace di portare fino in fondo un simile progetto. Oggi, tuttavia, siamo a constatare che la sua tenacia è stata gratificata dal successo, grazie alla pubblicazione de “La natura dimenticata”.
    La natura dimenticata non è un libro di montagna, ma parla anche e con intensità inusuali delle montagne. Si tratta di un’opera corale, che vede accostati nomi di grande fascino e prestigio, tra cui Giuseppe Cederna, Erri De Luca, Kurt Diemberger, Cesare Lasen, Ermanno Olmi, Mario Rigoni Stern. Un’opera corale e al tempo stesso caratterizzata da intonazioni e sensibilità assai diverse, che ne accentuano il valore e il fascino.

    La natura dimenticata, 2013, a cura di Vittorino Mason, Cierre Edizioni, VR, pag. 328 € 12,50

  • ▲ chiudi
  • icona commento 03 ottobre 2013 – 600! – Michele Zanetti
  • 600!

    Potrei cominciare queste brevi riflessioni con un girotondo verbale attorno al termine “impotenza”. Oppure potrei farlo parlando di “globalizzazione”: la stessa che, in nome della democrazia, scatena guerre atroci e fa lavorare le fabbriche d’armi di tutto il mondo. Ambedue questi concetti, che si coniugano in misura perversa, sono necessariamente parte delle brevi considerazioni che intendo proporti, caro Lettore.
    Poi c’è quel numero: 600! Cosa saranno mai, queste seicento entità; e cosa mai c’entreranno con l’impotenza e con la globalizzazione. Se ci pensi un momento, 600 è un numero infinitesimale nel nostro universo quotidiano, connesso in permanenza e in tempo reale, con le vicende, le disgrazie e i numeri dell’intera Umanità. Seicento è nulla: è forse il numero di api che sorvola un prato nello spazio di un’ora; è la distanza in metri che ci separa dal cappuccino con brioches di questa mattina; ma potrebbe anche essere il numero di uomini e donne che muoiono in Siria in una giornata … vai a saperlo!
    Eppure, proprio stamattina, questo numero ha un significato drammatico e terribile per l’intero pianeta: al punto da suonare con la tragica voce di una tromba dell’Apocalisse, o del giudizio divino, per chi crede.
    Perché seicento è il numero di rinoceronti uccisi dall’inizio dell’anno, ovvero in soli otto mesi, nella loro ultima e disgraziata patria: il Sudafrica. Ne rimangono pochissimi, ormai e li si uccide per il presunto potere afrodisiaco del corno, che vale in peso quanto l’oro.
    No, non metterti a ridere, caro Lettore, cerca invece di capire ciò che intendo dirti. Cerca di capire, soprattutto, che ogni volta che uccidono un rinoceronte uccidono anche una parte di te, del tuo DNA, dei tuoi figli, del tuo futuro, delle tue speranze e del patrimonio più prezioso che questo pianeta ti ha donato: sarebbe a dire, la vita, intesa in senso universale.
    Siamo alla solita lagna, sbotterà qualcuno: dopo i cervi del Cansiglio, ora tocca ai rinoceronti! Ogni giorno ce n’è una, insomma e mai che ci sia un momento di tregua; mai!
    Beh, è vero, è proprio così, ma di chi è la colpa se l’umanità è formata da sette miliardi di individui tra cui prevalgono ampiamente gli imbecilli, gli ignoranti e gli stupidi? Ecco, forse questa è la domanda drammaticamente attuale: di chi è la colpa?
    Ebbene io credo che la colpa sia anche nostra. Io credo sia, anche e soprattutto, dei popoli evoluti ed egoisti, ricchi e ripiegati sui propri meschini problemi, al punto da essere ciechi al cospetto delle tragedie bibliche del mondo.
    Tragedie che si chiamano ignoranza, fame, ingiustizia, criminalità, sfruttamento, schiavismo e molto altro ancora.
    Insomma, le solite cose; ma cosa centra tutto questo con l’abbattimento dei rinoceronti?
    Accade che in Africa, dove impera la miseria economica, intellettuale e morale più nera (è il caso di dirlo), la popolazione ha raggiunto in questi giorni il miliardo. Un miliardo di umani, che malgrado loro continueranno a fare figli e a crescere, nella totale indifferenza dell’Occidente e della Cina, che vendono loro armi, in cambio delle loro preziose risorse.
    Ecco, questo è la vera conseguenza della perdita dei 600 rinoceronti: la marea umana che, dopo aver devastato la bellezza e le ricchezze dell’Africa, defluirà come uno tsunami verso il Mediterraneo, l’Italia e l’Europa.
    Forse questo ti è più comprensibile? Ecco allora la connessione che cercavi, fra i 600!, l’impotenza e la globalizzazione, cui si coniuga, ancora, l’indifferenza.
    Auguri allora ai cittadini dell’Europa futura e addio agli splendidi mostri antidiluviani dal lungo corno: belli, come soltanto la Natura poteva farli, imponenti e fragili, simbolo di un eden che consumiamo ogni sera nelle periferie dormitorio delle nostre città anonime, o davanti all’ennesimo programma delle TV commerciali per cittadini scemi.
    Loro, i rinoceronti, stanno dimostrando con la loro fine la nostra “impotenza morale”. E pensare che stanno morendo per una pozione che scongiuri l’impotenza sessuale.

    Michele Zanetti

  • ▲ chiudi
  • icona commento 03 ottobre 2013 – I cervi del Cansiglio – Michele Zanetti
  • I CERVI DEL CANSIGLIO

    Avrei potuto rinunciare ad esprimere queste mie valutazioni e nessuno si sarebbe accorto della mia “grande assenza”. In fin dei conti sono soltanto un pensionato ultra sessantenne che attende la fine della sua passeggiata nel mondo dei vivi.
    Invece non ho resistito e alla fine sono riuscito a convincermi che tacere sarebbe stato disonesto: innanzitutto nei confronti di me stesso e poi nei confronti dei cittadini che non sanno e che si nutrono spesso delle sole verità diffuse da organi d’informazione superficiali, impreparati e approssimativi.
    Eccomi qui, allora, a dire la mia sulla spinosa (e per molti versi banale) questione dei cervi del Cansiglio. Lo scontro nasce dal loro presunto sovrannumero in rapporto alla “portanza” della foresta: dove il termine “portanza” significa capacità dell’ambiente forestale di tollerare il prelievo alimentare degli stessi cervi, rigenerandosi senza subire la compromissione dei propri dispositivi ecosistemici.
    A contrapporsi sono, in questo caso e come sempre, gli animalisti, i movimenti di opinione e le associazioni ambientaliste (quelli che un tempo venivano genericamente raggruppati nel cosiddetto “arcipelago verde”), gli amministratori regionali e locali e le associazioni venatorie. I primi a sostenere che i cervi hanno diritto a vivere indisturbati, magari senza più riprodursi (si propone di castrarli chimicamente!!!); i secondi a sostenere che è necessario “prelevarne un certo numero”, ovvero abbattere i soggetti ritenuti eccedenti rispetto alla portanza della foresta.
    Lo scontro nasce da un atteggiamento negligente e colpevole degli enti pubblici competenti, protrattosi per alcuni decenni. Nel momento stesso in cui alcune decine di cervi fuggirono dai recinti in cui erano trattenuti e si dispersero nella foresta del Cansiglio, era evidente a chiunque si occupi di questa materia, che nel volgere di pochi decenni i cervi sarebbero diventati migliaia. Per una ragione semplicissima: perché l’habitat forestale è il loro habitat elettivo e perché non avevano (e non hanno) predatori naturali.
    Per decenni, dunque, si è finto di ignorare il problema, salvo scoprire alla fine che i cervi “erano troppi” e che andavano abbattuti a centinaia.
    Nel frattempo però è cresciuta anche la sensibilità del cittadino comune: di colui cioè che si forma una cultura faunistica leggendo quotidianamente il Gazzettino o la Nuova e che, nel momento in cui il problema si presenta, si schiera ovviamente dalla parte degli animalisti per salvare i “poveri cervi”.
    Se si volesse a questo punto semplificare, basterebbe chiedere a questi cittadini (che forse non sono la maggioranza, ma tanto la maggioranza nel Veneto è sempre silenziosa e non conta nulla) se sono più importanti i cervi o la foresta. Ma cosa c’entra, dirà qualcuno: sono importanti tutti e due! Anzi, a questo punto che foresta sarebbe senza la bellezza dei cervi?
    Certo, è così, ma di mezzo c’è ancora la “portanza”: se i cervi aumentano eccessivamente di numero, infatti, si mangiano la foresta e allora addio cervi e addio foresta. Anche perché pochissimi sanno che una popolazione di cervi in buona salute (e questa pare lo sia), cresce numericamente del 25% l’anno circa. Sarebbe a dire che 1000 cervi presenti nel 2013, l’anno successivo diventano 1250.
    Qual è la soluzione allora? Non certo la sterilizzazione: fa venire i brividi soltanto a pensare ai costi (per gli uomini e per i cervi) e lascia stupiti che a proporla siano proprio gli animalisti. Evidentemente non sanno che la prima, la più importante e ineludibile delle missioni che la vita ha affidato ai cervi è proprio quella di riprodursi (esattamente come agli umani). Non è bastato il fallimento cui si è assistito con i colombi di Venezia: ora lo si ripropone per i cervi!
    La soluzione, lo si voglia o no, giunti a questo punto è quella dell’abbattimento selettivo. Lo si vuole fare con i lupi? Bene, aspettiamo che arrivino: ci vuole un po’ di pazienza (dieci anni, vent’anni?) e intanto i cervi continueranno ad aumentare. Lo si vuole fare con i fucili? Basta che sia fatto con criteri scientifici e sotto controllo del personale addetto alla gestione della fauna selvatica. Il che significa cominciare dai vecchi, dai malformati, dai malati e poi via via tutti gli altri.
    Così è sempre accaduto nella storia delle relazioni tra uomo e animali selvatici. Con la differenza che un tempo i cervi li si uccideva per mangiare; ora lo si deve fare per salvare il Cansiglio e gli stessi suoi, bellissimi cervi. Il che non esclude, comunque, che i cervi abbattuti possano rifornire le mense degli ospizi, dei poveri, degli asili e degli ospedali.

    Michele Zanetti

  • ▲ chiudi
  • icona comunicato 20 settembre 2013 – Erbe e prati, Corso Formativo e Informativo 2° parte – ANS, “Il Pendolino” Novità!
  • Con il patrocinio del Comune di Noventa di PiaveERBE E PRATI, L’ECOLOGIA, LA FARMACIA E LA DISPENSA DEI PRATI DI PIANURA CORSO FORMATIVO E INFORMATIVO 2° PARTE

    Dopo il felice esito della prima parte, svoltasi nella primavera scorsa, con la partecipazione di numerosi soci e simpatizzanti, l’Associazione Naturalistica Sandonatese e l’Associazione Culturale Naturalistica “Il Pendolino” sono a proporre la seconda parte del corso sul tema “Erbe e Prati”, come da programma.
    Nella seconda parte, che avrà inizio il giovedì 26 settembre presso la Sala consigliare del Comune di Noventa di Piave, il tema verrà affrontato in relazione agli aspetti farmacologici, ovvero in relazione all’uso delle piante nelle pratiche curative e cosmetiche. A questi aspetti si affiancherà quello relativo ai funghi degli ambienti prativi, trattati in termini di riconoscimento e in riferimento al loro interesse alimentare.
    Anche in questa seconda sessione gli incontri saranno organizzati in tre lezioni frontali e due laboratori. Le lezioni si svolgeranno nella sede sopra indicata, mentre i laboratori si svolgeranno presso il Centro Didattico Il Pendolino.
    Come da programma allegato le lezioni frontali si svolgeranno in orario serale dalle ore 20.30 alle ore 22.30, mentre i laboratori si svolgeranno rispettivamente di domenica mattina e di sabato pomeriggio.
    Il percorso cognitivo iniziato nella primavera verrà pertanto integrato e completato con la collaborazione di esperti erboristi e di micologi qualificati.
    La partecipazione disgiunta (soltanto incontri frontali o soltanto laboratori) è prevista come da programma.
    Il modulo d’iscrizione è allegato alla presente.

  • ▲ chiudi
  • icona comunicato 06 ottobre 2013 – SONO NATI! SONO NATI! – Michele Zanetti
  • SONO NATI! SONO NATI!

    La nascita di qualcosa: di una pianta, di un animale, di un progetto, di un sentimento, è sempre un evento bello e commovente. La nascita, le nascite, di qualsiasi natura esse siano, spingono il mondo in avanti, verso il rinnovamento e il futuro: verso un futuro che si spera, che ci si augura sia sostenibile, ecocompatibile, migliore, di pace e di speranza.
    Ebbene oggi sono ad annunciarti proprio una nascita, caro Lettore e cultore della Natura; caro cittadino sensibile alla Bellezza e deciso a difenderla. E lo faccio con entusiasmo sincero, sventolando la nostra bandiera ideale, con la forza dell’orgoglio che unisce tutti noi: tutti coloro che credono nella causa della Natura, della Biodiversità, dell’Ambiente, del Paesaggio, della Cultura e, appunto, della Bellezza. Perché la nascita che devo annunciare è, nientemeno, quella dei primi fenicotteri rosa.
    Si, sono nati: sono nati i primi fenicotteri di questo secondo, grande evento di nidificazione, messo in atto in un angolo remoto della Laguna nord di Venezia, dalla colonia di 2500 individui, che da quasi due decenni staziona nelle valli da pesca.
    Il tutto è cominciato circa un mese fa, con il formarsi di una concentrazione mai osservata in precedenza. Hanno scelto una secca fangosa i fenicotteri rosa e su quella hanno innalzato centinaia di piccoli coni di fango. Hanno danzato per giorni interi la loro danza d’amore, incuranti della pioggia di questa primavera inclemente. Poi, finalmente la deposizione e l’inizio della cova.
    Non è stato facile, peraltro, difendere la colonia dai “guardoni con il teleobbiettivo”. Da quei curiosi, ma soprattutto da quei fotografi che, pur di portarsi a casa uno “scatto sensazionale” venderebbero la nonna ai pirati turchi. Con l’aiuto determinante dei fratelli Costantini, ortolani e gente innamorata della laguna che li tiene in grembo, l’argine che consentiva di avvicinarsi pericolosamente alla colonia è stato difeso, giorno e notte.
    A fare da regia a questo silenzioso e prezioso impegno, un amico di cui siamo orgogliosi: Lucio Panzarin. Ornitologo per passione, Lucio è l’ideale custode della bellezza di cui gli uccelli della laguna, dai fratini ai fenicotteri, sono messaggeri universali. E’ stato Lucio, è stata una sua telefonata a comunicarmi, ieri, le prime nascite, cui ci si augura ne seguano altre, numerose, nei prossimi giorni.
    L’evento era atteso, ma non senza qualche preoccupazione, perché circa dieci giorni fa era stata ancora una telefonata di Lucio a comunicarmi un fatto traumatico. Un elicottero partito dall’aeroporto lagunare del Lido di Venezia, con sconosciuti a bordo, aveva volteggiato mezz’ora a bassa quota sulla colonia, disperdendo i fenicotteri in cova in mille direzioni. Non ci avevamo dormito la notte, Lucio ed io, perché allontanare le femmine dal nido per mezz’ora, con una temperatura certamente non primaverile, poteva significare la morte del pullo nell’uovo.
    Ora però questo rischio drammatico sembra scongiurato e allora dobbiamo festeggiare. Dobbiamo festeggiare tutti, idealmente, un evento di pace e di speranza. Un evento che, nonostante tutto e tutti, impartisce una lezione morale ed ecologica importantissima: la Vita selvatica, la Biodiversità e la Bellezza sono il futuro di questo territorio. Lo sono, lo si voglia o no; lo sono nonostante gli sconosciuti imbecilli elicotterizzati (gli imbecilli usano qualsiasi mezzo meccanico per riaffermare il loro status, che talvolta rischia di sfuggire all’interlocutore superficiale).
    Grazie allora. Grazie ai fenicotteri rosa, per il fatto di esistere e di essersi fatti messaggeri dei nostri sogni. Grazie ai Fratelli Costantini, per aver dimostrato che non servono lauree per comportarsi da persone sensibili e intelligenti; e grazie a Lucio, per il suo impegno, che mai ha conosciuto tentennamenti, esitazioni o condizionamenti, che non fossero quelli imposti dalla tutela degli uccelli e del loro habitat.

    Michele Zanetti

  • ▲ chiudi
  • icona comunicato 23 maggio 2013 – FLORA E FAUNA DELLA PIANURA VENETA ORIENTALE N.15. Osservazioni di campagna 2012 Novità!
  • Città di San Donà di Piave, Assessorato alla CulturaCONFERENZE PRIMAVERA-ESTATE 2013MERCOLEDI’ 29 MAGGIO, ore 20:45
    Centro Culturale “L. Da Vinci”, Piazza Indipendenza, San Donà di Piave
    Ingresso libero

    Presentazione della pubblicazione:

    FLORA E FAUNA DELLA PIANURA VENETA ORIENTALE N. 15
    OSSERVAZIONI DI CAMPAGNA 2012

    Interventi di Alessandro Faggian, Lucio Panzarin, Michele Zanetti

    Anche in questa stagione di ricerca, che ha compreso le quattro stagioni del 2012, le novità che la Biocenosi territoriale ha rivelato ai naturalisti sono state molteplici e interessanti. Nuove specie si sono affacciate agli orizzonti del nostro territorio e sono state aggiunte ai già ricchi elenchi stilati dall’Osservatorio Florofaunistico. E’ inoltre proseguita e si è conclusa, la ricerca relativa a due importanti progetti, di livello regionale e di livello territoriale, in cui l’Osservatorio e l’ANS risultavano impegnati: l’Atlante delle Farfalle del Veneto e l’Atlante delle Libellule della Pianura Veneta Orientale.
    Di tutto questo e di altro si parlerà presentando l’esito di un anno di ricerca in ambiente e presentando la relativa pubblicazione, che segna quest’anno il traguardo del 15° anno. Alessandro Faggian, Lucio Panzarin e Michele Zanetti svolgeranno altrettante relazioni sul tema. Il tutto sarà accompagnato da una ricca documentazione fotografica, a riaffermare che naturalità e bellezza risultano sempre, strettamente coniugate e che soltanto il coinvolgimento emotivo dei cittadini può consentire ai Naturalisti di averli alleati nell’impegno di studio e di salvaguardia della vita selvatica e dell’ambiente territoriali.

    Zanetti Michele (a cura di), 2013, Flora e Fauna della Pianura Veneta Orientale. Osservazioni di campagna 2012, N° 15, Associazione Naturalistica Sandonatese, € 10,00

  • ▲ chiudi
  • icona Lettera 16 maggio 2013 – INTERVENTO SELVICOLTURALE AL BOSCO BANDIZIOL
  • Al Signor Sindaco
    Luigino Moro
    Piazza Aldo Moro, 1
    30029 S. Stino di LivenzaE p. c. all’Associazione naturalistica
    “Il Bosco di S. Stino”
    di S. Stino di LivenzaAll’Azienda Studio Zamborlini,
    di Emanuela Zamburlini e Roberto Novak
    Via Cavour, 29
    30025 Fossalta di Portogruaro VE

    All’Associazione Forestale per il Veneto Orientale
    c/o Vegal, via Cimetta 1
    30026 Portogruaro, VE

    Al Signor Massimo Tomaselli
    e-mail belita@libero.it

    Oggetto: intervento selvicolturale al Bosco Bandiziol

    Egregio Signor Sindaco,

    dopo numerose sollecitazioni e inviti a prendere posizione, come presidente dell’Associazione Naturalistica Sandonatese, in merito all’opportunità e alla qualità dell’intervento di sfoltimento del Bosco Bandiziol, messo in atto nei mesi scorsi sulle parcelle occidentali della superficie boschiva, ho ritenuto opportuno effettuare un sopralluogo per verificare direttamente gli esiti e i problemi ad esso correlati.
    Devo premettere, come affermato a suo tempo, che non sono pregiudizialmente contrario alla filosofia e alla teoria che ritengono necessario intervenire sugli impianti artificiali, al fine di conseguire una densità della componente arborea e un “modello di sviluppo forestale” orientato verso una struttura “prossimo naturale”. Questo nonostante le istintive resistenze alla manomissione di un contesto che, agli occhi di un non esperto quale io sono, si presentava comunque rigoglioso, denso e in grado di auto sostenersi e di svilupparsi armoniosamente; non solo ma notevolmente ricettivo per una fitodiversità e una zoodiversità di grande interesse e in progressivo e vistoso incremento.
    Per questo e per andare incontro alle altrettanto istintive e comprensibili reazioni dei cittadini, avevo proposto, come poi è stato fatto, di limitare l’intervento ad una parcella, lasciandone una di pari dimensioni ed età al suo libero sviluppo, per poter infine addivenire ad un confronto qualitativo in capo al prossimo decennio.
    Tutto questo ho precisato per sottolineare l’assenza da parte mia di pregiudiziali e come riconoscimento della professionalità espressa dall’Ente titolare dell’intervento.

    Nonostante la buona volontà, la disponibilità e la mia comprensibile resistenza alla critica, ritengo tuttavia di dover intervenire proprio a seguito della verifica diretta riguardante la qualità dell’intervento svolto, per contestarne l’efficacia e i futuri esiti.
    Non si tratta, evidentemente di una contestazione relativa alla rimozione dello strato intermedio della vegetazione: la componente arbustiva, infatti, si riprenderà nell’arco di appena due cicli stagionali. Si tratta piuttosto della modalità tecnica, a mio avviso del tutto impropria e tale da determinare vistose mutilazioni agli alberi. Spesso appare infatti del tutto forzata e pretestuosa la conversione a fusto unico anche delle numerose piante policormiche o con tronco biforcato. Le grandi ferite aperte nei fusti a questo scopo e la deturpazione estetica e strutturale delle singole piante, anche per innalzare la ramificazione, risultano in effetti impressionanti.
    Contestualmente sono state lasciate in sito piante morte (olmi colpiti da grafiosi) e non è stata assolutamente praticato il diradamento necessario. In altre parole, gli alberi risultano ancora molto fitti, al punto che viene da chiedersi a cosa sia servito intervenire a tagliare rami, fusti secondari e arbusti se poi non si è proceduto a conferire alla componente arborea il necessario respiro.
    La sensazione, al cospetto e per confronto con la parcella intonsa, in cui il rigoglio vegetale risulta elevatissimo, con il bosco impenetrabile (come dev’essere), è quella di una inutile deturpazione; non solo, ma risulta facile immaginare che un ulteriore intervento di diradamento, con conseguente nuovo trauma ecologico, si renda necessario in capo a qualche anno ancora.

    Questo ci premeva sottolineare e denunciare: che indipendentemente dal progetto, che non abbiamo mai visionato e della cui correttezza tecnica non vogliamo discutere, l’esecuzione sia stata lacunosa, impropria e, per certi versi devastante, oltre che di dubbia utilità.
    Nell’esprimere pertanto le nostre forti perplessità in merito, ci auguriamo che in futuro si presti una maggiore attenzione proprio alla qualità degli interventi. Questi stessi, auspichiamo, dovranno essere ridotti all’indispensabile e garantiti dalla supervisione di personale altamente qualificato. Anche perché il bosco non è un apparato produttivo di cippato per centrali a biomassa, bensì un habitat con preminenti finalità ecologiche, naturalistiche, culturali e ricreative.

    Un cordiale saluto.

    Il Presidente
    Michele Zanetti

  • ▲ chiudi
  • icona comunicato stampa 06 maggio 2013 – LA TIGRE DELL’AMUR. UNA DIVINITA’ DA SALVARE Novità!
  • Città di San Donà di Piave, Assessorato alla CulturaCONFERENZE PRIMAVERA-ESTATE 2013VENERDI’ 10 MAGGIO, ore 20:45
    Centro Culturale “L. Da Vinci”, Piazza Indipendenza, San Donà di Piave
    Ingresso libero

    LA TIGRE DELL’AMUR
    UNA DIVINITA’ DA SALVARE

    Commento: MICHELE ZANETTI
    Voce: MICHELE ZANETTI
    Chitarra classica: LEONARDO RONCHIADIN

    Siamo giunti, infine, alla caduta degli Dei. Di quelli veri, creati dal Sistema Naturale, non di quelli inventati dalla “scimmia umana” a proprio esclusivo e illusorio vantaggio. Sono Dei la cui bellezza, la cui armonia, la cui funzionalità ecologica lascia stupiti e non cessa di meravigliare gli umani degni di questa qualifica. Si tratta del Gorilla di montagna, del Rinoceronte nero, dell’Orso polare e della Tigre, solo per citarne alcuni. Si tratta di organismi perfetti creati nell’arco di decine di milioni di anni di percorso evolutivo e ora in procinto di essere cancellati dal primate più stolto e più stupido della storia naturale del pianeta. E questo solo per ignoranza, avidità, stupido autolesionismo e incapacità di vedere e gestire il futuro, persino della propria specie.
    Noi pensiamo, allora, che se desideriamo conservare una speranza, una sola, in questo mondo devastato dal capitalismo globale più feroce, dobbiamo fare qualcosa: dobbiamo esercitare il nostro infinitesimale potere di uomini consapevoli, informati e sensibili.
    Per questo vi parleremo, venerdì prossimo della Tigre dell’Amur (400 individui sopravvissuti alla caduta dell’Unione Sovietica e al nuovo impero della mafia). Per questo lo faremo con immagini, parole e musica. Perché non abbiate a pentirvi dell’euro (1 euro) che chiederemo a ciascuno per contribuire ad un progetto di salvaguardia. L’ANS triplicherà la somma raccolta e la invierà ad un organismo internazionale, affidabile e organizzato, per sostenere il suo impegno sul campo a tutela della Tigre dell’Amur: la mitica AMBA, la divinità di Dersu Uzala.

    Ci attende una serata di grande suggestione!

  • ▲ chiudi
  • icona comunicato stampa 07 aprile 2013 – LA LUNGA STRADA D’ERBA. PASTORI DEL TERZO MILLENNIO
  • Città di San Donà di Piave, Assessorato alla CulturaCONFERENZE PRIMAVERA-ESTATE 2013VENERDI’ 12 APRILE, ore 20:45
    Centro Culturale “L. Da Vinci”, Piazza Indipendenza, San Donà di Piave
    Ingresso libero

    LA LUNGA STRADA D’ERBA
    PASTORI DEL TERZO MILLENNIO

    Relatore: Valentina De Marchi

    E’ una primavera piovosa quella del 2013, come non se ne ricordavano. Pioggia scrosciante per giorni e notti intere; pioggia che allaga le campagne e che riempie i canali d’acque limacciose e minacciose, trasformando la bassa pianura in una distesa di fango.
    Tutto questo mi ha indotto, in più di qualche circostanza, a pensare ai pastori: a dove si trovassero in quel momento, in quella notte di pioggia battente con il loro gregge; a dove fossero accampati, a quali problemi dovessero affrontare per garantire ai loro animali e a sé stessi le condizioni di vita migliori. E mi ha convinto ancor più, dato che già lo ero, che quello del pastore è un mestiere tra i più difficili e tra i più impegnativi. Non solo, ma uno tra quelli che, anche nel Terzo Millennio, è cambiato di poco: di così poco da sembrare quasi nulla, rispetto a un secolo fa.
    Valentina De Marchi, ricercatrice antropologa, ci parlerà di tutto questo, ovvero della vita dei pastori e delle loro stagionali migrazioni, condotte attraverso i mille ostacoli che un presente avviluppato da infrastrutture stradali pone loro quotidianamente.
    Ci parlerà, Valentina di quella lunga e mitica “strada d’erba” che noi, escursionisti della domenica, mai abbiamo avuto il coraggio di affrontare per salire dal piano alle montagne. Forse perché troppo impegnativa anche per gli umani che viaggiano individualmente, senza doversi preoccupare degli agnelli, dei cani, degli asini e soprattutto di un gregge formato da centinaia di animali.

    Ci attende una serata di grande fascino!

  • ▲ chiudi
  • icona comunicato 25 marzo 2013 – A PROPOSITO DI VELENI – Michele Zanetti
  • A PROPOSITO DI VELENI

    Ciò che è accaduto a margine della conferenza svoltasi venerdì 22 marzo presso il Centro Culturale “L. Da Vinci” di San Donà di Piave, è increscioso e per certi versi incredibile.
    Incredibile per le fonti degli attacchi di cui siamo stati oggetto a mezzo stampa (Il Gazzettino del 24.03.2013), per i toni usati nei nostri confronti e per la stessa indicazione dei responsabili politici della manifestazione.
    Incredibili e vagamente anacronistici: nel senso che gli anatemi hanno fatto il loro tempo, che tutti siamo (più o meno) consapevoli di ciò che accade attorno a noi e che nessuno, tanto meno gli imprenditori e in questo caso gli agricoltori, può chiamarsi fuori.
    Ebbene abbiamo ritenuto di diffondere queste brevi note per tentare di fare un minimo di chiarezza sul tema e sui “responsabili” di una iniziativa di informazione, che mirava semplicemente a creare consapevolezza sui rischi che un certo modo di fare agricoltura (e certe complicità) fanno correre alla cittadinanza ignara. Come è stato detto in apertura della serata, né l’Assessore alla Cultura Dottor Piero Furlan, né la Sindaca di San Donà di Piave Dottoressa Francesca Zaccariotto avevano dirette responsabilità in merito al contenuto dell’iniziativa: nel senso che hanno concesso il patrocinio ad un ciclo di conferenze culturali e non certo ad un “atto sovversivo”.
    Questi però sono dettagli, su cui qualcuno magari vuole speculare, ma che rimangono comunque tali. La buona fede degli Amministratori di San Donà è fuori discussione: se avessero saputo che stavamo per mettere in ginocchio la viticoltura veneta, non ci avrebbero mai concesso il loro appoggio formale.
    Il problema è invece del tutto diverso e riguarda la sostanza di ciò che è stato detto, il modo con cui è stato detto e l’impressione che ha destato nei partecipanti che, bontà loro, hanno scelto di dedicare una serata a un tema così inquietante.
    Ebbene, la sostanza è che la quantità e la qualità delle sostanze chimiche impiegate nell’area collinare del Prosecco è impressionante; che i filari di vite dilagano mentre i produttori diminuiscono. Che, ancora, non vengono apposti cartelli che indicano l’avvenuto spargimento di sostanze tossiche, mettendo a rischio anche i semplici frequentatori di quei luoghi. Che, infine, le neoplasie (tumori) nel territorio dell’USLL n° 7, sono passati da poco più di ottomila a oltre undicimila nel volgere di qualche anno (2008-2012).
    Colpa del Prosecco? No di certo: un prodotto non ha mai colpe, ma le tecniche di produzione adottate possono invece concorrere a queste stesse e in misura significativa.
    Al termine della presentazione, svolta dai due relatori senza toni rivoluzionari, ma con giusta convinzione e, soprattutto, con il supporto di dati inoppugnabili, la sala conferenze era ammutolita. Né i rappresentanti della Coldiretti o i produttori, che erano probabilmente presenti, hanno preso la parola o hanno invocato altre e più adeguate sedi di confronto.
    Il sistema è difficile da intaccare, perché coinvolge in una spirale di connivenze vantaggiose, istituzioni, industrie chimiche, produttori e persino consumatori, che spesso ostentano una colpevole indifferenza. Ecco la ragione delle reazioni pretestuose di cui abbiamo letto: perché cambiare implica uno sforzo di tipo economico, di ricerca e di impegno politico che nessuno sente di dover esprimere: forse perché sono ancora in pochi a chiederlo. E intanto i grandi imprenditori pagano la terra a peso d’oro, per sbancare le colline su cui nebulizzano prodotti che interferiscono con il sistema endocrino.
    Se i giovani hanno una percentuale di spermatozoi che è circa la metà di quella dei loro nonni una ragione ci sarà pure: una ragione dovuta a dieci, cento, mille fattori diversi, tra cui anche quello rappresentato da un modo, sbagliato, di produrre lavoro (poco) e ricchezza (tanta).
    Noi non ci aspettavamo certo che i viticoltori ci ringraziassero, ma dato che le prime vittime sono proprio loro, avrebbero potuto almeno ascoltare e riflettere, prima di lanciare anatemi.

    Michele Zanetti

  • ▲ chiudi
  • icona comunicato stampa 11 marzo 2013 – PROSECCO AL VELENO
  • Città di San Donà di Piave, Assessorato alla CulturaCONFERENZE PRIMAVERA-ESTATE 2013VENERDI’ 22 MARZO, ore 20:45
    Centro Culturale “L. Da Vinci”, Piazza Indipendenza, San Donà di Piave
    Ingresso libero

    PROSECCO AL VELENO
    QUANDO LA PRODUZIONE INSIDIA LA SALUTE

    Relatori: LUCIANO BORTOLAMIOL, GIANLUIGI SALVADOR

    Il quarto appuntamento del ciclo primaverile 2013 riguarda un tema delicato e della massima importanza. Un tema che non tanto e solo implicazioni paesaggistiche ed ecologiche in senso generale, ma soprattutto implicazioni igieniche. Nel senso che riguarda innanzitutto la salute umana.
    “Prosecco al veleno” è un titolo forte, che ha fatto scalpore e che ha indotto numerosi cittadini a chiedere cosa significasse un’espressione così minacciosa. Ebbene il significato non è tanto nel contenuto della bevanda alcolica che delizia il palato degli estimatori e degli enologi e che riempie le tasche dei vitivinicoltori. Il significato riguarda piuttosto la ricaduta di questa particolare coltura sulla salute degli operatori, degli abitanti della collina e delle aree vitivinicole, oltre che la salute dei frequentatori di queste stesse.
    Di tutto questo parleranno i due relatori, esponenti di primo piano di quel WWF Alta Marca che ha investito tutte le proprie energie e le proprie risorse per tentare di porre rimedio alla difficile situazione, o meglio all’emergenza che si è determinata sulle tanto celebrate (e avvelenate) colline del Prosecco.
    Sarà dunque una serata di grande importanza: una serata in cui assumere consapevolezza dei problemi, che ci sfiorano o ci toccano solo indirettamente; ma anche per conoscere le soluzioni possibili, oltre che del contributo che ciascuno può dare.

    Vi aspettiamo numerosi!

  • ▲ chiudi
  • icona comunicato stampa 25 febbraio 2013 – PRATI DI PIANURA (Presentazione del volume)
  • Città di San Donà di Piave, Assessorato alla CulturaCONFERENZE PRIMAVERA-ESTATE 2013VENERDI’ 01 MARZO, ore 20:45
    Centro Culturale “L. Da Vinci”, Piazza Indipendenza, San Donà di Piave
    Ingresso libero

    PRATI DI PIANURA
    (Presentazione del volume)

    Relatori: CORINNA MARCOLIN, MICHELE ZANETTI

    Se volessimo stilare un elenco degli habitat della pianura umanizzata, che risultano minacciati dall’opera di semplificazione dell’uomo, dovremmo cominciare dai prati.
    Mai come in questa fase storica, infatti, i prati di pianura del Veneto sono stati a rischio di scomparsa. E’ un po’ quanto accadeva per i boschi circa due decenni or sono; in quel caso però l’intervento della CEE a sostegno dei rimboschimenti ha prodotto risultati di grande rilievo. Per i prati, invece, le cose stanno in termini assai diversi. La loro importanza, peraltro, non viene colta dai più; il loro interesse paesaggistico risulta assai meno evidente e quanto all’interesse economico legato alla zootecnia domestica, esso risulta estinto da alcuni decenni.
    A ben vedere i soli prati che interessano la nostra società sono quelli dei campi da calcio (in grado persino di influenzare la politica nazionale!) e i prati all’inglese: ovvero le espressioni in assoluto più banali e povere degli stessi prati.
    Quelle citate sono alcune delle ragioni che hanno indotto i due autori del volume, che verrà presentato nella serata del primo marzo, ad occuparsene. A documentare cioè i caratteri botanici, faunistici, ecologici, nonché il pregio paesaggistico, delle residue praterie di pianura. A parlare della loro importanza come habitat ospite di una biodiversità preziosa. Ma a parlare, al tempo stesso, della bellezza, intesa appunto come complessità ed armonia naturalistica che il prato esprime, ad esempio, nel momento della fioritura.
    Il volume risulta pertanto essere un documento importante (oltre che pregevole, per chi ama le sole foto a colori) e per questo invitiamo gli Amici a non perdere questa occasione.

  • ▲ chiudi
  • icona comunicato stampa 11 febbraio 2013 – MADORBO, 2000 ANNI DI STORIA LUNGO IL PIAVE
  • Città di San Donà di Piave, Assessorato alla CulturaCONFERENZE PRIMAVERA-ESTATE 2013VENERDI’ 15 FEBBRAIO, ore 20:45
    Centro Culturale “L. Da Vinci”, Piazza Indipendenza, San Donà di Piave
    Ingresso libero

    MADORBO
    2000 ANNI DI STORIA LUNGO IL PIAVE

    Relatore: SIMONE MENEGALDO

    Il “Madorbo” non è l’insediamento insulare veneziano (l’antica Maiurbium, poi divenuta Mazzorbo nella lingua italiana), ma il nome stranamente gli somiglia. In questo caso, infatti si parla di un minuscolo insediamento collocato sulla sponda sinistra del medio Piave, in comune di Cimadolmo (TV).
    A visitare oggi questa località di frontiera, nulla fa pensare che le sue origini siano tanto lontane e tanto nobili: Madorbo, infatti, deve la sua prima fondazione niente meno che ai Romani, che pressoché nulla di questo territorio lasciarono intonso.
    Ebbene oggi, il pugno di case aggrappato alle ghiaie del Piave ed esposto alle sue ricorrenti inquietudini idrauliche, è terra di confine e di vigneti. Un confine fra l’alveo del fiume e le sue sterili ghiaie calcaree e gli antichi terrazzamenti sedimentari su cui gli uomini hanno collocato le loro case e le loro attività economiche, mettendo radici tenaci.
    Di tutto questo ci parlerà Simone Menegaldo, giovane storiografo, cittadino di Madorbo e cultore della sua terra. Di tutto questo egli parlerà presentando il corposo volume in cui, con paziente lavoro, ha raccolto una sorprendente documentazione che percorre duemila anni di storia.
    Sarà, quello offerto dalla serata, un ulteriore frammento di conoscenza del fiume Piave e della sua gente. Di quel fiume che non cessa di raccontare storie e che lo fa attraverso i documenti e le cronache della grande storia e attraverso le testimonianze di vita dei suoi abitanti: come in questo caso.
    Una serata di grande interesse culturale, dunque, alla quale siete tutti invitati.

  • ▲ chiudi
  • icona comunicato stampa 24 gennaio 2013 – AVVENTURA LUNGO IL PIAVE, DALLE SORGENTI ALLA FOCE IN KAJAK
  • Città di San Donà di Piave, Assessorato alla CulturaCONFERENZE PRIMAVERA-ESTATE 2013VENERDI’ 01 FEBBRAIO, ore 20:45
    Centro Culturale “L. Da Vinci”, Piazza Indipendenza, San Donà di Piave
    Ingresso libero

    AVVENTURA LUNGO IL PIAVE
    DALLE SORGENTI ALLA FOCE IN KAJAK

    Relatori: GIACOMO MARIOTTI e FILIPPO MICHELINO

    Quando Giacomo e Filippo hanno contattato l’Associazione Naturalistica chiedendole di patrocinare il loro progetto, o meglio la loro impresa, da parte nostra non ci sono stati dubbi: l’avventura andava sostenuta e incoraggiata. Innanzitutto perché a proporla erano due giovani; e inoltre perché avrebbe consentito loro di monitorare direttamente, passo dopo passo (anzi, pagaiata dopo pagaiata) lo stato di conservazione del “Fiume Sacro alla Patria”.
    La sola condizione posta per ricambiare la nostra modestissima sponsorizzazione, era quella di venirci a parlare e se possibile a mostrare, cosa avessero visto e incontrato durante il percorso tra il Monte Peralba e la spiaggia di Cortellazzo.
    Questo, dunque, sarà il tema della serata: una escursione lunga 220 km, che consentirà ai partecipanti di osservare il fiume lungo l’intero suo corso. Di osservarlo, soprattutto, dall’interno, dall’alveo, dalle acque che nel suo alveo scorrono (o dovrebbero scorrere) fra le Alpi Orientali e il Mare Adriatico.
    Un’occasione piacevole, divertente, ma al tempo stesso non priva di spunti di autentica drammaticità. Un’occasione per fare il punto sullo stato di salute del nostro fiume e per una riflessione collettiva sul suo futuro.
    Un’occasione che ci viene offerta da Giacomo e Filippo, grazie alle loro fatiche e alla loro straordinaria capacità di raccontare con gli strumenti della moderna tecnologia.

  • ▲ chiudi
  • icona Lettera 15 gennaio 2013 – CONVOCAZIONE ASSEMBLEA GENERALE STRAORDINARIA
  • Noventa di Piave, 15.01.2013Ai Soci dell’Associazione
    Naturalistica Sandonatese
    Loro indirizzi

    Oggetto: convocazione assemblea generale straordinaria

    E’ convocata l’assemblea generale straordinaria dei Soci.
    L’assemblea si svolgerà presso il CDN Il Pendolino in via Romanziol, 130, Noventa di Piave (VE), martedì 29 gennaio 2013 alle ore 20:00 in prima convocazione; alle ore 20:45 in seconda convocazione, con il seguente ordine del giorno:

    • Relazione del Presidente sull’attività svolta
    • Presentazione, discussione e votazione del bilancio consuntivo 2012
    • Presentazione del bilancio preventivo 2013
    • Rinnovo delle cariche sociali per il biennio 2013-2014
    • Presentazione del programma di attività primavera-estate 2013
    • Istanze dei Soci

    Cordiali saluti

    Il Presidente
    Michele Zanetti

  • ▲ chiudi

Articoli recenti