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| 28.01.2006 - Comunicato
OSSERVAZIONI DELL’ASSOCIAZIONE NATURALISTICA SANDONATESE
AL TITOLO VIII - ARENILE DI BRUSSA DEL PIANO PARTICOLAREGGIATO DEGLI ARENILI
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OSSERVAZIONI DELL’ASSOCIAZIONE NATURALISTICA SANDONATESE
AL TITOLO VIII - ARENILE DI BRUSSA DEL PIANO PARTICOLAREGGIATO DEGLI ARENILI
(L.R. 4 NOVEMBRE 2002 N. 33 “TESTO UNICO DELLE LEGGI REGIONALI IN MATERIA DI TURISMO” - COMUNE DI CAORLE (VENEZIA)
Motivazione dell’interesse dell’Associazione Naturalistica Sandonatese per il litorale di Valle Vecchia e delle osservazioni al Piano degli arenili riguardante quest’area
L’Associazione Naturalistica Sandonatese ha fondato nel 1998 l’Osservatorio Florofaunistico Venetorientale. La struttura di ricerca, gestita da naturalisti volontari, ha documentato in questi anni lo stato e l’evoluzione del patrimonio di biodiversità dell’intera Pianura Veneta Orientale, pubblicando annualmente un corposo bollettino. Particolari attenzioni sono state riservate all’area litoranea di Valle Vecchia, sia per le sue caratteristiche ambientali, che esprimonoo in sintesi i caratteri geografici, geomorfologici, e biotici dell’intero Veneto litoraneo, sia per la biodiversità, che qui raggiunge livelli tra i più elevati in assoluto grazie ad un disturbo antropico faticosamente contenuto entro limiti accettabili. La presenza nella fascia delle dune in formazione di alcune specie entomologiche e avifaunistiche di notevole importanza è stata oggetto di studi specifici, a conferma della straordinaria importanza del sito. A questo si aggiunga che il paesaggio del litorale sabbioso di Valle Vecchia è il solo, nell’intero Veneto, a non essere stato deturpato o compromesso dall’urbanizzazione o dalla presenza di strutture antropiche di qualsiasi natura. Queste stesse, infatti, ancorché “temporanee” o “provvisorie”, preludono inevitabilmente ad un processo di urbanizzazione strisciante e dunque di impatto crescente e di conseguente compromissione ambientale senza ritorno.
Osservazioni alle indicazioni del Piano
Relativamente a quanto indicato dal Piano in esame specificatamente per il comparto B dell’arenile di Brussa si evidenzia quanto segue:
- Il Piano in oggetto non fa riferimento alla necessità di contenere la fruizione turistica del litorale di Valle Vecchia entro limiti compatibili con la conservazione della biodiversità dell’area.
- Il Piano in oggetto non tiene in considerazione le strutture realizzate a supporto della balneazione mediante il progetto decennale di riqualificazione ambientale e tutela realizzato da Veneto Agricoltura.
- Le strutture proposte dal Piano in oggetto e in particolare le docce, oltre che in quantità eccessiva, sono proposte a ridosso della prima duna, ovvero nella fascia delle piante pioniere e delle dune in formazione. In questa stessa fascia nidifica il fratino (Charadrius alexandrinus), specie di particolare fragilità e importanza ecologica, inserita nell’Allegato I della Direttiva 79/409/CEE; in questa stessa fascia è presente la lucertola campestre (Podarcis sicula), “specie d’interesse comunitario che richiede una protezione rigorosa” e che risulta inserita nell’allegato IV della Diterriva 92/43/CEE. La presenza delle docce, che in questo caso risultano inserite in area S.I.C. e Z.P.S., risulta pertanto incompatibile.
- La lunghezza del tratto di spiaggia interessato, pari a circa 300 m, accentua l’impatto di cui al punto precedente, determinando una maggiore dispersione di fatto dei fruitori della spiaggia libera di Valle Vecchia.
- Con riferimento al punto precedente andrebbero ad aggravarsi le conseguenze della pulizia meccanica della spiaggia, che negli ultimi decenni del Novecento ha determinato l’estinzione di alcune specie entomologiche sugli arenili del veneziano. In merito alle stesse modalità, peraltro, il Piano non offre indicazioni, quando invece, sostanzialmente, doveva limitarsi a questo.
- Non è chiaro il significato della terrazza di 200 mq indicata nella tabella “Tipologie d’insediamento” e non riportata sulle planimetrie. E’ tuttavia intuibile possa trattarsi del basamento per strutture stagionali di ristorazione che in questo caso risultarebbero assolutamente incompatibili in termini paesaggistici e per l’importanza naturalistica del sito.
- In termini d’impatto paesaggistico si rileva l’incompatibilità dovuta alla collocazione dei box-doccia sull’arenile. Valle Vecchia, fino ad oggi (28 gennaio 2006) rimane il solo tratto di litorale veneto in cui si possa scattare una foto dell’ambiente al suo stato originario, ovvero in assenza di particolari strutture antropiche. Questo dato dovrebbe costituire un’immagine di promozione del turismo compatibile per l’intera area di Valle Vecchia, anziché essere del tutto ignorata.
- Se, come risulta universalmente accettato, la spiaggia di Valle Vecchia dev’essere fruita dal turismo balneale libero, ma governato, le strutture igieniche di supporto a questa attività devono essere collocate presso gli accessi principali alla spiaggia, alle spalle della pineta: anche e soprattutto per sottolineare la diversità della balneazione in questo luogo e il primato culturale della conservazione del paesaggio e della biodiversità. In questo caso, comunque, esse andrebbero a sommarsi a quelle esistenti presso l’area di sosta attrezzata.
- A tale proposito, siamo e rimaniamo convinti che la Valutazione d’Incidenza Ambientale altro non sia che uno strumento legale per dimostrare la compatibilità di qualsiasi opera, come del resto viene confermato dall’allegato 5 del Piano in oggetto, che chiederemmo di rivedere alla luce dei parametri naturalistici specifici segnalati in questa sede.
Conclusioni alle osservazioni
Da almeno trent’anni, con grande determinazione e al di sopra di qualsiasi interesse che non sia di carattere puramente culturale, le associazioni ambientaliste, naturalistiche e culturali del Veneto Orientale si battono per l’integrità e la tutela di Valle Vecchia. Sono stati prodotti, in questo tre decenni, le proposte più diverse: dai campeggi estivi dei Marines USA agli alberghi e tuttavia la ragione, alla fine, ha sempre prevalso. In questo caso si tratta semplicemente di stralciare una piattaforma di 200 mq e di arretrare alcune cabine-doccia: ben poca cosa se rapportata alla continuità della tutela di quest’area sulla quale, nell’ultimo decennio, Venetoagricoltura (ovvero la Regione Veneto) ha investito milioni di euro.
Il Presidente
Michele Zanetti
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