25.02.2011 - Comunicato
ADDIO AL BASSO CORSO DEL PIAVE?
Esattamente un anno fa, il 25 febbraio 2010 diffondevamo un comunicato stampa relativo ai devastanti lavori di disboscamento avviati dalla Regione Veneto presso le sponde del basso corso del Piave.
E’ trascorso un anno intero, di mobilitazione, con un convegno importante e una commissione provinciale composta da tecnici di alto livello, che si è pronunciata elaborando un documento d’indirizzo condiviso da tutti.
Ad un anno esatto di distanza, tuttavia, ci risiamo: gli indirizzi proposti e appunto condivisi anche dai rappresentanti della Regione, oltre che dalle associazioni dei cittadini, non vengono rispettati.
Si è ripreso a tagliare a valle di Musile, sulla sponda destra, ma senza il coinvolgimento di un esperto naturalista (come richiesto concordemente da tutte le Associazioni e puntualmente segnalato) che garantisse la corretta individuazione delle piante da rimuovere.
Tra gli alberi “segnati”, ovvero destinati all’abbattimento, alcuni alberi-simbolo del paesaggio rivierasco di questo tratto di fiume. Un grande pioppo nero, che si trova a due metri dal ciglio della scarpata di sponda e dunque non in posizione critica e una sequenza di splendidi pioppi bianchi, anch’essi in posizione sicura.
Le organizzazioni che si sono mobilitate e fatte promotrici della ricerca della compatibilità per la rimozione delle piante inclinate o collocate in posizione critica sulla scarpata di sponda, denunciano pertanto le inadempienze evidenti di chi gestisce i lavori. Ciò che è stato organizzato e che ha richiesto un notevole sforzo tecnico ed economico, sembra aver avuto semplicemente un valore di facciata. Con buona pace dei tecnici che si sono impegnati, anche con il nostro sostegno.
Si tratta di una tecnica collaudata e tristissima, di elusione dei passaggi e delle adempienze imposti dalla Democrazia. Il tutto in barba agli slogan populisti con cui la Regione e non solo, continua a riempire la mente di una maggioranza di cittadini che rinunciano a esercitare il proprio diritto di parola, di critica e di partecipazione.
Le associazioni impegnate a fermare lo scempio paesaggistico e ambientale delle sponde del Piave, comunque, non si fermeranno e continueranno a denunciare le inadempienze e ad organizzare tutte le azioni ritenute necessarie per ostacolare i lavori.
Il Presidente
Michele Zanetti


