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| 20.03.2006 - Comunicato stampa
SETTE BUONE RAGIONI PER NON RIALLAGARE VALLE VECCHIA
Lettera aperta al sindaco di Caorle Marco Sarto e al governatore del Veneto Giancarlo Galan
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L’idea prospettata dal sindaco di Caorle e apparsa recentemente sulla stampa locale (La Nuova Venezia, venerdì 10.03.2006) è quantomeno sorprendente.
Sorprende infatti che un amministratore, che probabilmente ha lavorato ed è vissuto nel territorio che oggi amministra, per decenni, scopra d’improvviso l’importanza e l’urgenza di una rivoluzionaria idea di rinaturalizzazione territoriale come il riallagamento di Valle Vecchia. Ancor più sorprende che l’idea piaccia anche al governatore Galan, che per due legislature ha avvallato e finanziato l’intervento di rinaturalizzazione tuttora in atto e condotto da Veneto Agricoltura. Sorprende che due autorità che non hanno fatto nulla perché l’area delle valli di Caorle (ivi compresa Valle Vecchia) diventasse Parco Naturale Regionale, come richiesto ormai dalla grande maggioranza dei cittadini, si spendano ora in una spericolata operazione propagandistica bipartisan. Una ragione certo esiste, ma difficilmente, anche leggendo tra le righe dell’articolo che da notizia del progetto, si riesce a percepirla. La ragione vera emergerà probabilmente soltanto più tardi e non sarà certo quella dell’istituzione del parco.
Ebbene, se una ragione ancorché misteriosa e ben dissimulata esiste, almeno sette ragioni di segno opposto esistono per sostenere che il progetto di riallagamento, allo stato di fatto, non è condivisibile; anzi, è profondamente sbagliato. Ecco allora, in sintesi, un supporto tecnico agli amministratori che vorranno opporsi al progetto Sarto-Galan.
- Veneto Agricoltura ha investito 10 anni di lavoro e svariati milioni di euro (10-12?) dei cittadini veneti ed europei per realizzare l’intervento di riqualificazione non ancora concluso. Il riallagamento implicherebbe lo sperpero del denaro speso, con l’aggiunta di quello da spendere ulteriormente.
- L’operazione condotta da Veneto Agricoltura è stata mirata al conseguimento della massima complessità ambientale, con la realizzazione di boschi, siepi e zone umide dolci e salmastre per oltre 80 ettari all’interno della superficie agraria. Il riallagamento significherebbe una totale semplificazione ambientale a favore della palude salmastra.
- La complessità ambientale ha determinato la ricomparsa e la nidificazione a Valle Vecchia di specie di uccelli estinte da decenni e talvolta da secoli (pernice di mare; svasso maggiore; fistione turco; volpoca, moretta tabaccata, etc. etc.). Il riallagamento ne determinerebbe la quasi totale scomparsa a favore delle sole specie (già presenti nell’area) legate alla palude salmastra.
- Nell’ambito del progetto di Veneto Agricoltura sono stati immessi a Valle Vecchia 27 caprioli, che si sono acclimatati e si sono pure riprodotti; sono inoltre presenti nell’area il tasso, la volpe, la faina, la donnola, la puzzola, che notoriamente non vivono nell’acqua: Che fine farebbe questo patrimonio faunistico? E le starne per cui tanto si è speso ? e il migliaio di fagiani ? E le centinaia di lepri ? E le specie di insetti rari o addirittura nuove per la scienza rinvenute negli incolti alle spalle della pineta, che fine farebbero con il riallagamento degli 800 ettari bonificati ?
- E’ noto che la bocca di porto di Baseleghe è a perenne rischio d’interramento. Cosa succederà quando arriveranno i sedimenti delle superfici agrarie trascinati dal canale Baseleghe ? Come cambieranno gli equilibri idraulici dell’area ? E quanto si spenderà per tenere aperta la bocca di porto ?
- Che fine farebbe la fruizione didattico-naturalistica, turistica e ricreativa dell’intera area dopo la sua riconversione in palude salmastra ?
- Il sindaco di Caorle si sta adoperando per creare alcuni posti di lavoro autorizzando una devastante raccolta e allevamento di molluschi a Porto Baseleghe. Che fine farebbero, con il riallagamento i posti di lavoro dell’azienda agraria ?
Sono soltanto sette ragioni, d’accordo, ma sono anche le più immediate, quelle che qualsiasi cittadino di buon senso prenderebbe in considerazione, non certo le sole.
Invitiamo allora il sindaco Sarto e il governatore Galan ad impegnarsi, ma non per il riallagamento, bensì per l’istituzione del Parco, lasciando da parte l’allevamento delle vongole filippine e la rottura degli argini. E’ quella del Parco, infatti, la soluzione che potrebbe fare il miracolo di collocare, per una volta, cittadini, associazioni e amministratori dalla stessa parte: per una scelta di civiltà, di tutela e di sviluppo compatibile.
Noventa di Piave, 20.03.2006
Michele Zanetti
Presidente dell’Associazione Naturalistica Sandonatese
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