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16.10.2007 - Lettera
CACCIA NELLE OASI FAUNISTICHE, N
ELLE ZPS E NEI SIC DELLA REGIONE VENETO

Lettera al Presidente della Giunta Regionale del Veneto

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Noventa di Piave, 16.10.2007

Signor Presidente
della Giunta Regionale del Veneto
Dottor Giancarlo Galan
Palazzo Balbi - Dorsoduro 3901
30123 Venezia

E p. c. a
Al Ministro per l’Ambiente
Al Presidente della Provincia di Venezia
Al Presidente della Provincia di Padova

Al Presidente della Provincia di Belluno

Al Presidente della Provincia di Treviso

Al Sindaco di Caorle

Al Sindaco di Cavallino-Treporti
Al Sindaco di Venezia
Al Sindaco di San Giorgio delle Pertiche
Alla Redazione Regionale de Il Gazzettino di Venezia

Alla Redazione de La Nuova Venezia

Alla Redazione de La Tribuna di Treviso
Alla Redazione de Il Mattino di Padova
Alla Redazione de La Vita del Popolo
Alla Redazione Regionale de Il Corriere del Veneto
(Loro indirizzi)


Oggetto: caccia nelle oasi faunistiche, nelle ZPS e nei SIC della Regione Veneto

Egregio Dottor Galan,

Le scriventi associazioni esprimono con la presente il disappunto, lo sconforto e l’irritazione per le scelte di politica venatoria adottate dalla Giunta Regionale del Veneto.
Tali scelte, che gratificano un manipolo di cacciatori reazionari che pretendono di sparare ovunque e comunque, esprimono tutta l’insipienza e l’arroganza di una politica che ancora si ostina ad ignorare l’entrata dell’Italia nel consesso europeo e nel Terzo Millennio. Arroganza di fronte alla Gente del Veneto, che nella grande maggioranza è contraria o addirittura subisce con disagio la caccia; arroganza di fronte agli indirizzi e ai provvedimenti comunitari che promuovono la tutela dell’ambiente naturale e della fauna selvatica.

Arroganza denunciata dagli stessi ambienti venatori rispettosi della convivenza tra tutela ambientale ed esercizio venatorio, secondo una tradizione consolidata negli ultimi decenni ed ora azzerata.

Lo specifico della presente denuncia, che verrà inviata ai competenti organismi europei, riguarda alcuni casi eclatanti di caccia consentita in ambienti tutelati dalla normativa regionale ed europea come aree di grande interesse faunistico.
Si tratta in particolare di Valle Vecchia (Provincia di Venezia, Comune di Caorle), di Punta Sabbioni (Provincia di Venezia, Comune di Cavallino-Treporti), della Cassa di colmata D-E (Provincia di Venezia, Comune di Venezia), di alcuni valichi montani (Provincia di Treviso e Belluno) e del sedime dell’ex Ferrovia Ostiglia (Provincia di Padova, Comune di S. Giorgio delle Pertiche).

A Valle Vecchia, la Regione del Veneto, dopo aver investito dodici milioni di euro in progetti di riqualificazione ambientale e faunistica; dopo aver attrezzato le nuove superfici riallargate di percorsi didattici e osservatori per la fauna, nonché di cartelloni esplicativi; dopo aver incaricato una cooperativa di svolgere servizi didattici a favore delle scolaresche e dei turisti in ogni stagione, con tanto di campagna promozionale di stampo ecologista; dopo tutto questo, a Valle Vecchia la zona umida Canadare, la più importante e interessante (duecento specie di uccelli censite), è stata proditoriamente e incredibilmente aperta alla caccia.
Gli scolari dovranno così convivere con le doppiette dei cacciatori, che stanno evidentemente più a cuore dei diritti dei cittadini e degli investimenti della stessa Regione.
Il tutto, ovviamente, si è consumato nell’assordante silenzio-assenso di Veneto Agricoltura.

A Punta Sabbioni, la Regione Veneto, smentendo l’impegno dei suoi Servizi Forestali Regionali, che hanno costruito percorsi obbligati, chilometri di staccionate, apposto cartelli di divieto e quant’altro per tutelare la flora e la fauna, ha aperto la caccia nel SIC delle pinete. Le stesse pinete, interessate alla valutazione d’incidenza per i lavori del MOSE, poiché si teme che dette opere abbiano una ricaduta negativa sulla fauna selvatica, sono evidentemente del tutto insensibili alla pressione venatoria e al calpestio che ne deriva !
Contestualmente l’oasi faunistica del litorale di Cavallino è stata ingrandita, estendendola ai campeggi, ai centri abitati, al parcheggio dei bar, agli orti e alle fortificazioni. Come a dire un’irridere all’intelligenza dei cittadini e al loro diritto ad un ambiente tutelato e ai divieti di accesso imposti agli stessi cittadini che non siano cacciatori.

Nella Cassa di colmata D-E, che gode dello status di SIC, il confine dell’oasi faunistica che la tutelava fino all’entrata in vigore dei nuovi piani faunistici regionale e provinciale, è stato semplicemente spostato sull’alveo che taglia trasversalmente la superficie. Si è in sostanza aperto alla caccia il settore con la dotazione ambientale più interessante per la sosta di anatidi e limicoli.

Sui valichi montani della Provincia di Belluno e Treviso, dove la caccia non veniva praticata da decenni in quanto aree particolarmente importanti e sensibili per il transito dei migratori, la stessa attività venatoria è stata proditoriamente riammessa.

Infine il caso dell’ex Ferrovia Ostiglia, accanto alla quale le amministrazioni locali e provinciale si stanno adoperando per collocare una pista ciclabile (in parte già realizzata) che consenta ai cittadini di godere del suo ambiente per scopi ricreativi, didattici e sportivi. Per consentire la riapertura della caccia in loco la preesistente oasi faunistica è stata spostata addirittura sugli impianti sportivi. Come a dire che la fauna selvatica, per godere di un minimo di tutela, dovrà necessariamente trasferirsi sugli spalti dei campi di calcio.

A conclusione di questa denuncia si vorrebbe ricordare, Signor Governatore, che mentre i cacciatori veneti sono circa 50 mila e sono in calo inarrestabile, i non cacciatori residenti nel Veneto sono oltre quattro milioni. Tutto questo dunque si fa per compiacere una piccola minoranza, che poi al suo interno, essendo composta anche da persone intelligenti, non è per nulla d’accordo con i reazionari. Si tratta di non rinunciare ai principi di saggezza, di civiltà e di moderna cultura ambientale che devono ispirare il buon governo della cosa pubblica e che in questa occasione sembrano drammaticamente disattesi.

Per questo Le annunciamo una campagna stampa che ponga all’attenzione di tutti l’assurdità e l’illegittimità di tali scelte vergognose operate dalla sua Giunta, dall’opposizione che le ha sostenute e dagli enti che le hanno tacitamente condivise. Faremo anche ricorso ai competenti organismi della Comunità Europea, per verificare la legittimità degli atti adottati e affinché vengano comminate le eventuali sanzioni, cui verrà dato il massimo della risonanza pubblica.

Cordiali saluti


Le Associazioni:- Associazione Animali in città di Venezia
- Associazione Culturale Naturalistica IL PENDOLINO
- Associazione Dingo di Venezia
- AFNI, Associazione Fotografi Naturalisti Italiani
- Associazione Naturalistica Sandonatese
- Associazione Peluches di Cavallino Preporti
- Associazione Vegetariana Italiana - Delegazione di Venezia e Provincia
- Associazione Verdelitorale di Cavallino-Treporti
- Associazione VAS, Verdi Ambiente Società
- Gruppo per la Salvaguardia dell’Ambiente “La Salsola”
- LAC, Lega Anti Caccia sezione del Veneto
- LAV, settore caccia e fauna selvatica
- LIPU, sezione di Padova
- LIPU, sezione di San Donà di Piave
- LIPU, sezione di Venezia
- LIPU, Veneto
- Mountain Wilderness Italia
- WWF Veneto
- WWF, sezione di Venezia