| 06.12.2007 - Lettera
RIALLAGAMENTO E CACCIA IN VALLE VECCHIA
Lettera aperta al Governatore del Veneto Giancarlo Galan, al sindaco di Caorle Marco Sarto, all’Amministratore Delegato di Veneto Agricoltura Corrado Callegari e al Direttore del Consorzio di Bonifica di Portogruaro Sergio Grego
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Noventa di Piave, 06.12.2007
Al Governatore della Regione Veneto Giancarlo Galan
Al Sindaco di Carole Marco Sarto
All’Amministratore Delegato di Veneto Agricoltura Corrado Callegari
Al Direttore del Consorzio di Bonifica di Portogruaro Sergio Grego
E p. c. alle Redazioni della Stampa Regionale
Loro indirizzi
Oggetto: riallagamento e caccia in Valle Vecchia
Egregi Signori,
desideriamo esprimere con la presente tutto il nostro dissenso per il proposto riallagamento parziale di Valle Vecchia. Come affermato a suo tempo con la lettera aperta “Dieci buone ragioni per non riallargare Valle Vecchia” le motivazioni della nostra posizione sono innanzitutto tecniche. Con il riallagamento di 150 prima e di 200 ettari successivamente, si va infatti ad intaccare in modo sostanziale un habitat complesso e a snaturarlo, facendo venir meno le condizioni che hanno determinato lo status di Z.P.S. dell’area.
Non si tratta dunque, a nostro avviso, di rinaturalizzazione disinteressata come forse ritengono i cittadini di Carole. Per la semplice ragione che la navigabilità del canale Baseleghe sottende l’attivazione di flussi nautici e di opere di attracco presso Porto Baseleghe e lungo le altre via d’acqua interne ad esso collegate. La stessa Porto Baseleghe, su cui il comune di Caorle intendeva autorizzare attività di molluschicoltura, costituisce l’area lagunare più importante in termini bio-ecologici del territorio caprulano.
Ancora una volta si realizza pertanto un intervento con fini non dichiarati e palesemente antitetici a quelli pubblicamente asseriti.
Questa nostra percezione viene avvalorata dal fatto che nella stessa Valle Vecchia, dopo una spesa di dodici e più milioni di euro per una tanto sbandierata riqualificazione ambientale con finalità turistico e didattico, è stata aperta la caccia. Quella che doveva essere un fiore all’occhiello della Regione Veneto e far dimenticare un Parco Naturale (quello delle Lagune di Caorle e Bibione) mai realizzato, si è rivelata una operazione a vantaggio della componente più retriva e integralista della società veneta, ovvero dei Cacciatori Veneti.
Come cittadini della Comunità Europea noi dissentiamo da interventi di questo tipo e faremo tutto ciò che è in nostro potere per impedire che le risorse economiche della stessa Comunità Europea (che sono anche le nostre) vengano impiegate per operazioni di questo tipo.
Infine un ultimo pensiero ai caprioli e alle starne di Valle Vecchia; con quello che sono costati alla stessa Regione (centinaia di migliaia di euro), non vorremmo mai che annegassero miseramente.
Cordialmente.
Il Presidente
Michele Zanetti
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