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05.03.2010 - Comunicato stampa

LA SINGOLARE ASIMMETRIA DELLE SPONDE DEL PIAVE

Mentre sulla sponda di destra idrografica del fiume fervono i lavori di carico dei tronchi abbattuti e sezionati sui camion della ditta appaltatrice, sull’opposta sponda, la sinistra, fervono lavori si segno diametralmente opposto. Stranamente, mentre da un lato si disbosca, abbattendo pioppi bianchi, pioppi neri, salici bianchi e ontani neri di oltre cinquant’anni, dall’altra si lavora per attrezzare la golena di un fiume alpino nientemeno che a …parco urbano. Un parco arredato con tanto di vialetti in brecciato, di panchine, persino di strutture in muratura per barbecue (!?). Un parco dotato di scaletta lignea e di banchine di approdo, ma soprattutto arredato con centinaia di alberi. Il tutto nella golena di un fiume alpino: lo stesso che, con le sue “intemperanze idrauliche” ha determinato (ma non giustificato) l’abbattimento di centinaia di alberi sulla sponda speculare; quella “povera”, DI Musile di Piave. Che dire di tutto questo, che sta accadendo contestualmente, sotto gli occhi di cittadini distratti da altri, gravi problemi? Noi affermiamo che si tratta di un caso emblematico di schizofrenia amministrativa, gestionale e progettuale. Diciamo anche che è fin troppo evidente che la mano sinistra non sa (o non è interessata a) cosa fa la mano destra. E pazienza le “mani” (leggi gli enti pubblici competenti) fossero di segno politicamente opposto, ma non v’è neppure questa giustificazione. Nulla, nessuna giustificazione tecnica o “politica” di ciò che sta accadendo al “nostro” fiume. Poco meno di trent’anni fa (novembre 1983) l’Associazione Naturalistica Sandonatese con un intervento al convegno di Jesolo sul tema “Per un sistema di aree protette nel Veneto Orientale” proponeva nientemeno che un Parco del Basso Corso del Piave. Fantascienza; che tale rimane per gli uomini e le donne che amministrano la cosa pubblica e con essa il nostro bene più prezioso, ovvero il territorio. Ignorando che il Piave è “il fiume più importante del mondo” (assunto che dovremo brevettare, affinché la cattiva politica non se ne impadronisca impunemente), perché costituisce un idraulico cordone ombelicale tra le Dolomiti (Patrimonio dell’Umanità) e le laguna che ospita la città più bella del Pianeta, oggi si disbosca e si scava. Sempre per la sicurezza idraulica; sempre al di fuori di un disegno organico e scientificamente attendibile di tutela e di gestione del bene rappresentato dall’ecosistema fluviale. L’Europa è più che mai lontana.

Il Presidente Michele Zanetti

La sponda di Musile prima dell'evento
La sponda di Musile prima dell'evento (giugno 2009)

La sponda di Musile dopo l'evento
La sponda di Musile dopo l'evento (marzo 2010)